venerdì 13 marzo 2009
Consigli per la salute
La crisi
Giornalista : Presidente, ma lei ha visto la faccia della crisi? Ha visto quanto è brutta!
Berlusconi : di profilo è meglio.
giovedì 12 marzo 2009
Il Palazzo dei Priori
sorridente
alla finestra
era un’immagine
il tempo di prendere la mira
e di scattare la foto
era un’altra immagine
Pagina del cd-rom Immemory (Chris Marker, 1997).
Siamo sei God sparpagliati per l'Italia, infatti ieri a Parigi manif hénaurme anti riforma della scuola materna, elementare, liceo, università, ricerca, insomma contro tutto e contro tutti (infernale Quinlan, where art thou?).
Sono con mio cugino, gli ho detto: "Porta la macchina fotografica, io nun so' capace a fare clic". Alla fine del corteo vedo una splendida ragazza con una sciarpa verde, appollaiata sul monumento della Nation, e dico: "Presto, fotografa questa, non lo vedi quant'è bbona?" (la ragazza, non la nazione); e lui: "Non la inquadro". Non lo capisco, è lontana cinque metri, mica è grande come il Palazzo dei Priori di Volterra, che infatti è infotografabile.
Poi nella metropolitana guardiamo le immagini scattate ed eccola là. "Ma allora alla fine l'hai inquadrata!" È che nello strano italiano di mio cugino "non la inquadro" significa "non è il mio tipo".
Mi dice che all'Università di Pisa degli studenti hanno manifestato contro la presenza di Marcello Pera, invitato dal rettore Marco Pasquali. La polizia ha caricato. Pare che si son messi a picchiare di brutto perché qualcuno ha lanciato una pera (pera/Pera). Dice che in Grecia hanno lanciato le molotov, ma che in Italia ormai basta una pera e ti ammazzano di botte, e che non frega più nulla a nessuno. Ma me lo dice prima di arrivare alla Nation, prima di fotografare senza inquadrarla la ragazza con la sciarpa verde.
mercoledì 11 marzo 2009
martedì 10 marzo 2009
Con turbante? Ya más!
Leo Pestelli, Parlare italiano (capitolo "Mondanità Sport Cinema"), Longanesi & C., Milano 1967, p. 44.
FOTOGALLERY SPORT (10/3/2009)
Kournikova: conturbante per sport
(Foto Masterphoto Milano)
Fonte: www.lastampa.it
Alla ricerca dell'uomo sessuale - 1
A scanso d'equivoci, la hit immortale (alla lettera: l'ha scritta God, mica il paroliere di Apicella) non va confusa con il libro del dott. Archibald Hart, cugino germoso di Oscuroni. Google stavolta vi farà solo deviare dalla retta via, e in selve oscure sareste sbranati da orrende bestialità, tipo queste:
* In suo libro "l'uomo sessuale", il Dott. Archibald Hart ha rivelato i risultati di un'indagine di circa 600 uomini cristiani, sul soggetto di masturbation:
61% del masturbate cristiano sposato degli uomini
82% di questi hanno sesso di auto in media di una volta alla settimana; 10% hanno sesso con l'auto 5-10 volte al mese, 6% più di 15 volte al mese e 1% più di 20 volte a
mese.
13% del cristiano ha sposato gli uomini detto hanno ritenuto che era normale.
* 20 marzo 2007: Ad una sommità degli uomini nell'Oregon prima di 2.000 uomini, Shelley Lubben dei ministeri di Shelley Lubben ha sfidato coloro che stava lottando con aggiunta del porn per levarsi in piedi. 30% è aumentato ai loro piedi. Immediatamente li ha sfidati una seconda volta, con il risultato che circa 70% stavano levandosi in piedi.
* 39 milione sedi ricevono le scanalature dell'adulto nella forma scrambled, mentre il numero di bambini con esposizione potenziale a tali immagini è circa 29 milioni
La moralità continua a decadere. Gruppo di ricerca Di Barna, 3 Novembre 2003.
* Il tempo che medio un film del porn è guardato in una stanza dell'hotel è 12 minuti.
Time.com, 3-29-05
* In un'indagine dell'istituto di Kinsey, ai dichiaranti sono stati chiesti "perchè usate il porn?"
72% ha detto che hanno usato il porn alla versione fisica di masturbate/for.
69% - destarsi sessualmente e/o altri.
54% - da curiosità.
43% - "perché posso fantasize circa le cose che necessariamente non desidererei nella realtà."
38% - distract.
L'homme. Ce soir
Riceviamo da un anonimo e visto che non c'è altro pubblichiamo. Anzi no, rilanciamo pure: se qualche gentile lettore dispone di una delle due versioni del brano di cui si narra, è pregato di mettersi in contatto con noi.
Cari God,
noto che spesso parlate dell'uomo sessuale, di uomini sessuali, talora anche di uomi sessuali. Potrà forse interessarvi che "l'uomo sessuale" è il titolo di una hit immortale (per forza: è una canzone e non un essere vivente) degli anni Ottanta.
L'ho scritta io. Mica da solo: eravamo in quattro (io, l'etrusco, martello e il santo). eravamo eccezionali e in città tutti lo sapevano: L'etrusco e martello erano chitarristi di chiara fame (ma d'estate suonavano alle crociate e tornavano dicendo che avevano scopato, noi li guardavamo con invidia ma era un'invidia simulata perché nessuno ci credeva e infatti era certamente falso); il santo era piccoletto e ticcio conciosiacosaché era un mostro in tutti gli sport, compresa la formula uno che si ostinava a praticare sulla litoranea cagionando gioia in famiglia quando arrivavano le multe.
E io? Io lo si scoprirà solo leggendo.
L'etrusco chitarra, Martello tastiera, il Santo batteria. Io lead vocals. Sognavamo i Genesis (siamo nati in ritardo, tutti quelli nati dopo il 1950) e avevamo un patto segreto: che poi li avrei mandati affanculo, il santo avrebbe preso il microfono e avrebbero fatto roba commerciale e un sacco di palanche [che oggi con la vecchiaia pronuncio alla fransuà: palansc, ma la seconda a puzza di o (che non è una bestemmia, eventually rilegg)].
Il successo si arrese e ci arrise con l'uomo sessuale. Il testo lo scrissi al cesso una domenica mattina che era la viglia di natale (e infatti il primo verso diceva esattamente "la vigilia di natale"). Subito mi accorsi di avere tra le mani roba che pesava (non bastò un rotolo). Corsi da Martello che abitava di fronte a me (io al 205 lui al 200) e dissi scrivi la musica. Martello si chiuse nel cesso. Ne uscì quasi subito, anzi, uscì solo un avambraccio, e disse passami la tastiera. Lo disse proprio l'avambraccio, anzi, il polso, con una rotazione.
Da quel cesso Martello uscì dopo mezz'ora, con in mano il mio rotolo che lui aveva pentagrammato, negli occhi la scintilla del successo e nella mente la hit.
Fu incisa e se ne fece una cassetta con altre hits analoghe ("tei belo te" "circo quagliarulo" "girano") e lanciata per la città con tanto di foto. La cosa produsse non poche vibrazioni nei circoli benpensanti: all'epoca io (e qui si comincia a capire) ero famoso come capetto dei ciellini, insomma uno bravo, che avrebbe fatto le scarpe a formigao (che avevo pure intraconosciuto). Il fatto che potessi scrivere (e interpretare) un pezzo come l'uomo sessuale provocò cortocircuiti deflagranti (?). Mi fossi impegnato avrei anche potuto cuccare (Cuckoo coocoon, have I come too too soon for you?).
L'uomo sessuale è la storia di un uomo che alle feste di natale si inchiappa (dice proprio così) tutti i familiari. La procedura termina in cucina con la madre di tutti gli incesti (quello, appunto, con la madre).
Non posso tacere l'appropriatezza della linea melodica, con un passaggio sulla settima minore da urlo, ma letteralmente: che esaltava la mia vocalità.
Con martello ci siamo rivisti un giorno degli anni 90. Lui mi ha detto sali che ti faccio vedere la tastiera nuova. Fosse stata la collezione di farfalle avrei rifiutato, ma la tastiera nuova mai. La quale tastiera nuova faceva anche da chitarra e batteria, e si autoregistrava. Se si infilava il microfono non c'era nemmeno bisogno del registratore teac sublime del santo. Ci guardammo e scoprimmo che avremmo dovuto fare una nuova versione dell'uomo sessuale. sotto di due toni (la vecchiaia) e con un'impostazione da chansonnier ma non francese sfigato, bensì emiliano e in maggiore. Una cosa alla Modena city eccetera (complesso che ci schifava). Era bellissima.
Ogni tanto, su e giù per San Francisco, sogno di essere allo stadio di quella città, che canto l'uomo sessuale con l'Etrusco, Martello e il Santo. Sogno che abbiamo sedici anni e che parliamo così tanto delle scopate che abbiamo fatto da non ricordarci nemmeno più che non abbiamo mai scopato.
Sogno che canto l'uomo sessuale davanti ad una folla (300 persone) in delirio (che ci insulta, siamo pur sempre in quella città). Sogno che invento nuove rime, che rileggo e attualizzo, che cambio qualche parola sull'ispirazione del momento.