lunedì 4 maggio 2009

Complotti all' amatriciana

Ho sempre associato l' idea del complotto ai chiaroscuri di " Ivan il terribile", il film di Ejzenstejn, lo stesso regista cult per la cui opera magna, " la corazzata Potemkin", Fantozzi ebbe 86 minuti di applausi alla ennesima replica tenuta nel cineforum aziendale dopo aver urlato : " per me è una boiata pazzesca!". Ho sempre associato l' idea del complotto all' irrisolto caso dell' assassinio di J. F. Kennedy. Tanti e tanti sono i casi di complotti della storia. Basta ricordare i Borgia e i connessi veleni. Ora, invece, viene denunciato il caso del complotto della sinistra ai danni di Berlusconi per il caso Veronica. La quale, riferiscono, pare abbia detto : " la vera sorpresa è vivere tanti anni insieme ad una persona e accorgerti che è uguale a quella che pensavi". 

L'angolo della ricerca sociale

Nel tentativo di dare una qualche consistenza empirica allo sfuggente concetto di "Intelligenza Collettiva" (non a caso utilizzato tra i primi da un francese), è stato effettuato in questi giorni in Italia un test per misurare il QIC (Quoziente di IC) nazionale.

Gli studiosi hanno scelto come banco di prova il grande tema "opinioni sull'affaire Berlusconi-Lario".

Nonostante l'alto numero di partecipanti e l'impegno intellettuale profuso (o forse proprio per questi motivi) il risultato appare indicibilmente modesto in base a qualsivoglia criterio di misurazione proposto dall'autorevole scuola di Harvard. Più confortanti i riscontri ottenuti in base alla (perlatro controversa) metrica di Harmony.

L'IC italiana si situerebbe in prossimità del valore che gli scienziati definiscono "collective brain damage", "grado zero" o - più tecnicamente - "idiozia di massa".

Si tratta di un valore-limite puramente teorico dovuto al genio di Pierre Lévy, che dovette (con riluttanza) ipotizzarlo nella fondamentale opera "Il y a quelque chose qui ne marche pas dans ma théorie", dedicata all'analisi dell'audience televisiva italiana. In quel testo si affrontano i delicati problemi posti dal curioso fenomeno della misurazione negativa di IC. Fino ad allora si era posto convenzionalmente il valore di intelligenza 0 in coincidenza con la morte cerebrale di un soggetto. L'ardito salto concettuale di Lévy fu proprio nel riconoscere che - a livello collettivo - la misura può scendere ancora più in basso ("sfondare il termometro dal di sotto" è la sua efficace metafora).



I nostri ricercatori non si sono però scoraggiati. E' già in programma un nuovo test (nome in codice: "elezioni europee"), che prevede purtroppo una partecipazione assai più contenuta.

domenica 3 maggio 2009

La spritzatura


X






Come diceva Ganesha a Saint-Vincent, "Para, impara e passa".

On. Min. A. Fruzzetti, Ma hai barato!.




— Oliva, perché non parli?

— Perché non ho niente da dirti.

— Non ti piace Campo Santa Margarita?

— No, guarda, lascia perdere, Santa Margarita è O.K. Sei tu che non mi piaci. Sono giorni e giorni che sto qui a mollo in questo schifosissimo spritz, ad ascoltare le tue patetiche farneticazioni. Sono stufa di queste sere lisce come l'olio, voglio un uomo vero, voglio una vita spericolata, voglio un futuro pieno di strepito e di furore.

— Ricordo un film visto molti anni fa, durava più di 5 ore, era pieno di indiani che parlavano in inglese.

— Non me ne frega niente.

— Aspetta, il bello deve ancora venire.

— Non sto più nel nocciolo, guarda.

— A un certo punto c'era uno con la testa d'elefante, e sai che diceva?

— Ora pure gli animali che parlano, siamo proprio a posto. Di questo spasso aspetterai la morte steso sul lettino dell'analista, se ti va bene.

— Lo vuoi sapere cosa diceva sì o no?

— O stretto in una camicia di forza tra quattro mura imbottite. Se ti va male.

— Diceva Come into my body.

— Sei il solito zozz




FINE DELLA SPRITZATURA

L'ultimo gioco in città

Crepa il padrone, tutto va male

Oggi il tradizionale quiz della domenica è davvero facile. In palio ci saranno solo due wakizashi, per fare comodamente seppuku con il compagno che preferite.

Dopo di voi, prego









ATTENZIONE: LA PARTITA SI È CONCLUSA SULL'ALTRO TAVOLO GIOVEDÌ 7 MAGGIO ALLE 01.16. GRANDE RITORNO DI BIANCA CHE HA RICONOSCIUTO LA "STORIA DEI FEDELI SEGUACI DELL'EPOCA GENROKU", NOTO ANCHE COME "LA VENDETTA DEI 47 RONIN". ("GENROKU CHUSINGURA", 1941-42), DI KENJI MIZOGUCHI, NOTO ANCHE COME MIZOKUCHI KENJI.

LA PROSSIMA SFIDA SI TERRÀ DOMENICA 10 MAGGIO.



L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀ.

GRADUATORIA



afasol: 11 wakizashi.

arcomanno : 7 wakizashi.

bianca: 3 wakizashi.

gegio: 3 wakizashi.

YagaBaba: 3 wakizashi.

sabato 2 maggio 2009

Everybody loves you now

La soluzione al 75%

Il 75% di gradimento - ormai è evidente - non è un taglio verticale, un dato che spacca in due. E' un valore orizzontale, una linea di galleggiamento.

Mi sparo anch'io una soluzione al 75%. Meglio di Disneyland, gente.



O
vunque amici, persone con cui non devi costruire faticosi accordi: siete già stati accordati in perfetta armonia. Niente contrappunti spigolosi o contraddittori ruvidi: scorreresti fluido attraverso un panorama di lineare e liscia identità come su un tapis roulant. Così sarebbe facile fare buone battute, automatico avere ragione, impossibile trovarsi a camminare sul lato in ombra della strada.



Scuotiti di dosso la tentazione di smontare i giocattoli, o il desiderio infantile di costruirne di nuovi con il tuo misero armamentario. Finalmente li avresti lì tutti per te  e per i tuoi amici. Immateriali, sociali e disposable: ti sgrideranno solo se non li butti quando ti hanno stufato.



Le attività quotidiane che ora ti appaiono sordide e indegne di attenzione
, alleggerite del pesante adipe di chiacchiere e sofismi, si trasformerebbero in uno scattante "fare" non soggetto a obiezioni. Lo sforzo di distinguere e argomentare, così deformemente improduttivo, potresti finalmente deporlo. I nemici sarebbero chiaramente individuabili e ti verrebbero consegnati con adeguata etichettatura e bugiardino.



Abbandonarti alla dolcezza del rispecchiamento completo, cullarti nella solidarietà garantita, sentire scorrere nelle vene il miele della normalità, pienamente norma tu stesso. Pulseresti nel cuore e nelle viscere di un uomo solo, itifallico, seduttore e creatore. Favorito della luna ma sempre in piena luce.

Finalmente parleresti una lingua comprensibile a tutti e le tue stesse orecchie si aprirebbero a quella rilassante musica d'ambiente che ora percepisci come nenia
fastidiosa.

Ovunque amore, affetto e sentimenti solidali: piangere insieme, riconoscersi nella risata di tutti, condividere eroi, pulsioni, canti. E le immagini non sarebbero più enigmatici specchi scuri, ma limpide indicazioni stradali per i tuoi occhi snebbiati.


giovedì 30 aprile 2009

martedì 28 aprile 2009

Smile

Miljan sorride. Quando scoppia la guerra nella ex Jugoslavia Miljan ha appena finito l'università e vuole andare all'estero. È sua madre a spingerlo negli USA. Non deve essere facile: dal paese bombardato al paese bombardatore. Per anni, ogni giorno, Miljan riesce a mettersi in contatto con la famiglia: stanno tutti bene, oggi una bomba è caduta proprio qui vicino, ma non troppo. Beh, tutti bene in famiglia: qualche vicino, qualche amico, non c'è più. Nei suoi ricordi ci sono dei buchi.

Miljan sorride, di questo non parla, non ce n'è bisogno, bastano gli occhi dietro al sorriso.



Io lo capisco, e capisco che lui capisce che penso al mio, di paese, tronfio di accodarsi a quell'avventura, di scoprirsi aiuto aiuto assistente, o anche solo caposala, in un importante intervento chirurgico, di trasformarsi, finalmente, da paese bombardato a paese bombardatore.

Miljan vede che penso che da allora tutto è mutato, i giornali, i discorsi, le teste, il modo di pensare ai Palestinesi: tutto è inziato così. O qualche anno prima, in Iraq.

Miljan sente che quello che sento è vergogna. E mi sorride ancora.



Intorno, un parco meraviglioso, dove i nostri figli giocano insieme, e si sorridono.