lunedì 16 maggio 2005

Lancho Pansa/2 - Cervo a primavera o caval dopato ?

Questa settimana Lancho Pansa raddoppia il premio (tanto 2 x 0 = 0) e propone una sfida ambiziosa: prendere una notizia che vi procurerebbe al massimo un'impercettibile ruga glabellare facilmente botulinizzabile e trasformarla in un pezzo da Pulitzer. Se ce la fate concorrete al premio A. Se invece vi ispira un raccontino di quelli sapidi concorrete per il premio B. In entrambi i casi: max 1800 battute. Anche questa volta vi diamo una settimana di tempo, la scadenza è domenica 22 maggio.


Raddoppia anche la fonte di ispirazione: scegliete pure a piacere tra caval dopato  e cervo a primavera


p.s.  Notiamo ora che la notizia del centro ippico è stata ripresa da Repubblica, con l'aggiunta del viagra somministrato agli animali.

Come dire: a caval dopato non si guarda l'(omissis)

4 commenti:

  1. AMBIENTE: LE HIGHLANDS SCOZZESI HANNO LA CERVICALE



    In una famosa gag Carlo Verdone si chiedeva, con gli occhi dubbiosi rivolti al cielo, se era uno o se erano due i cervi che aveva visto galleggiare sul fiume Tevere. Ma qui siamo in Scozia e non c’è niente da ridere, i cervi sono molti di più, anzi sono troppi, una vera e propria malattia ambientale.

    Gli inverni, anche loro, che non s’irrigidiscono più come una volta, la mancanza di predatori naturali e programmi di contenimento inadeguati, hanno provocato una vera e propria esplosione demografica tra i cervi.

    L'impatto degli ormai 400 mila esemplari, è devastante. I discendenti di Bambi divorano piante e calpestano senza ritegno alberelli appena nati, le foreste e le brughiere non si rigenerano e lo scozzese medio rischia di non poter più uscire la mattina a provare certe emozioni, ma soprattutto a ritrovar se stesso.

    A Verdone dispiacerà sapere che la perdita di habitat, soprattutto nelle Highlands nel nord della Scozia, sta mettendo in pericolo anche la sopravvivenza del gallo cedrone e del meno conosciuto piviere. Sicuramente più dispiaciuta di Verdone sembra la Scottish Natural Heritage (SNH), l’associazione per la salvaguardia del patrimonio naturale scozzese. Un suo portavoce dichiara: “Non ci sono più gli imponenti cervi che si vedevano in Scozia, non sono più robusti come una volta perché devono scornarsi per procurarsi il cibo.

    La SNH ora offrirà incentivi per l’abbattimento dei cervi nelle tenute di grandi dimensioni. Se non dovesse bastare prenderà il problema per le corna. Chiederà al parlamento scozzese di approvare una legge che sanzioni i proprietari terrieri infingardi o negligenti che non si impegnano a contenere il numero dei cervi.

    Per controllare ci vorrebbe l’ispettore Maigret, interpretato da Gino Cervi, of course.





    ravu

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  2. Vorrei offrire la mia collaborazione alle autorità scozzesi



    I cervi scozzesi a me non sembrano un grande problema. Potrei risolverlo facilmente in tempi non troppo lunghi.

    Sono cacciatore, un grande cacciatore dicono alcuni, e ho ucciso innumerevoli cervi. Quando inquadro un cervo nel cannocchiale del mio Mannlicher Schönauer tutto nella foresta o nella prateria si ferma. La morte è certa, rapida e indolore. Il colpo che risuona con eco frusciante viene seguito da un lungo bramito. Un bramito che produco io stesso con una conchiglia sagomata per riportare la calma nella foresta che la fucilata ha disturbato. Mi avvicino poi all'animale abbattuto e, dopo aver intinto un rametto d'abete nel suo sangue, lo metto sul mio cappello di feltro verde. Tutti quelli che incontrerò mi diranno "Waldmannsheil" e sapranno che il rito è stato rispettato fino nelle regole più minute. Un rametto giovane e tenero lo infilo nella bocca del nobile animale. E' un atto dovuto: il suo ultimo pasto. Poi con il mio coltello affilato libero la carcassa dalle interiora, senza appoggiare il ginocchio a terra. L'uomo rispetta l'animale e compie il rito ma non può inchinarsi davanti a lui. Se il cervo è molto grosso stacco solo la testa che trasporto a valle. Il corpo verrà recuperato dai valligiani e, dopo la necessaria frollatura verrà servito nelle locande che hanno nel menù "Hirschpfeffer", accompagnato possibilmente dagli Späzli.

    Oggi sono un cacciatore maturo (buffo mûrir e mourir sembrano uguali).

    Pratico una caccia selettiva. Sparo solo ad animali deboli, deformi o ammalati. Uno dei cervi più pericolosi è quello che sviluppa uno dei due corni, o peggio tutti e due, senza ramificazioni. Questo corno diviene un'arma micidiale perché trafigge i rivali senza che nulla l'arresti. L'anomalia rende questi soggetti aggressivi ed arroganti e permette loro di attaccare con successo anche i grandi cervi, signori e padroni di affollati harem.

    La caccia selettiva è difficile, richiede esperienza e grande equilibrio. Purtroppo l'esperienza e l'equilibrio si accompagnano ad un'età avanzata. Ma, cari scozzesi, se mi assumerete sarete molto soddisfatti. In pochi anni il numero dei vostri cervi sarà nuovamente equilibrato, e gli animali saranno belli ed imponenti.

    Sconsiglio l'assunzione di cacciatori giovani: uccidono tutto quello che si muove e, quando si impegnano, cacciano gli animali piu grandi per farsi belli degli imponenti trofei (con quale merito, mi sfugge)



    papi

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  3. Nell’epoca del politically correct imperante l’idea di incentivi alla caccia suonerà oscena a molti. Ma evidentemente non alla Scottish Natural Heritage, l’associazione per la salvaguardia del patrimonio naturale scozzese: i cervi delle Highlands si sono moltiplicati a dismisura grazie a inverni miti e carenza di predatori. Il risultato è un grave danno per la vegetazione presa d’assalto, e per specie come il Gallo Cedrone, che rischiano di estinguersi senza il loro habitat; ma anche per gli stessi cervi, in forte competizione per il cibo, e quindi destinati ad essere meno robusti dei loro antenati. Da qui nasce l’idea dell’associazione di offrire ai proprietari delle grandi tenute degli incentivi per l’abbattimento degli animali.

    E’ un piccolo segnale in controtendenza rispetto agli ultimi indirizzi perseguiti in Gran Bretagna, primo fra tutti l’abolizione della caccia alla volpe: ma adesso si chiamano in causa le doppiette per risolvere, alla vecchia maniera, un problema dettato dal fallimento dei programmi di controllo della popolazione, giudicati insufficienti, e da un mutamento climatico che autorevoli scienziati attribuiscono da tempo alle attività umane. Dunque si alterano gli equilibri di una terra, salvo poi cambiare di nuovo le carte in tavola - con le armi - quando l’ordine arbitrariamente stabilito si rivela controproducente.

    Che è più o meno la storia dell’Iraq dall’ascesa di Saddam in poi.

    L’uomo dimostra ancora una volta la sua scarsa creatività; si spera solo che questa stravagante fantasia malthusiana non ispiri un documento del Bilderberg sul come ovviare alla sovrappopolazione nel Terzo Mondo.

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  4. Con l’arrivo dell’estate il Gallo Cedrone ed il Piviere di sua Maestà Regina Elisabetta corrono ai ripari per salvaguardare la propria linea. Nessuno si sconvolgerà, è uso comune prendersi cura del proprio aspetto fisico prima della bella stagione, questa volta però le due specie animali vanno controcorrente, cercano aiuto per non morire di fame. Nel nord della Scozia infatti, Gallo Cedrone e Piviere rischiano di estinguersi sul serio, tutto a causa della presenza di cervi sempre più in sovrannumero e sempre più affamati che vivono nelle Highlands e che distruggono l’habitat naturale mangiando troppe piante e calpestando gli alberelli appena nati, impedendo così alla flora di rigenerarsi, disboscando foreste ed estirpando la brughiera stessa.

    Gli ungulati come ogni mammifero che si rispetti, hanno impiegato il loro tempo libero per riprodursi fino a raggiungere attualmente il numero di 400 mila esemplari. Branchi di cervi rendono la vita impossibile ad animali che fino a quel momento hanno vissuto su quelle terre.

    E non finisce qui.

    Un portavoce di Scottish Natural Heritage, l'associazione che si occupa di salvaguardare il patrimonio naturale scozzese, ha dichiarato che ogni giorno tra i cervi stessi avviene una lotta all’ultimo sangue per la conquista del cibo, così non esistono più quei cervi imponenti e maestosi che si era soliti vedere nei paesaggi scozzesi. Per risolvere la questione la SNH ha ideato un piano: offrire ai proprietari di grandi tenute incentivi per l’abbattimento dei cervi in modo da contenerne la popolazione, e non solo, se questo provvedimento non dovesse funzionare la SNH avrebbe in mente di pretendere dal parlamento scozzese l’approvazione di una legge che permetterebbe di multare i proprietari terrieri che non si impegnano a controllare il numero dei cervi. Gallo Cedrone e Piviere possono stare tranquilli, non c’è niente che agli scozzesi sta più a cuore della brughiera.

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