mercoledì 25 giugno 2008

Dal nostro inviato a Quarto

Apprendiamo con entusiasmo che si terrà l'11 luglio la riunione nazionale dei mille esponenti della nuova classe dirigente. Nel futuro verremo quindi diretti da Mario Adinolfi, Ivan Scalfarotto e presumibilmente Luca Sofri. Fin da ora baciamo loro le mani e ci dichiariamo disponibili a ricoprire qualsiasi incarico volessero offrirci, anche se ovviamente in modo nuovo e sulla base dei nostri indiscutibili meriti.



L'obiettivo immediato e palingenetico dei giovani turchi, vecchio almeno quanto Edipo ma sempre attuale, è "Uccidere il padre".



Forse è bene riservare qualche attenzione anche al nonno, mentre suggeriamo di accantonare la seconda parte del programma involontariamente seguito dal re tebano: fare certe cose, come noto, provoca cecità.









Il programma della due giorni e mezzo è intenso, ma ci piace segnalare la sessione
"Cervelli in fuga", in cui vien logico supporre che non si parli di politica (a fianco il cortocircuito con un noto film di animazione, per il quale siamo debitori a Koen Demuynck)



Dicevamo del merito e del talento. Essendoci il tema molto caro abbiamo cercato di approfondire il mille-pensiero al riguardo.

Che non è un pensiero weak ma wiki.

Apprendiamo così perché abbiamo trascorso tanti anni a scuola:

..
La scuola è un organo "costituzionale" ed è un organo vitale della democrazia, proprio perchè serve a risolvere il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente, intesa non solo come classe politica, ma anche come classe dirigente nel senso culturale e tecnico



Cristo, dobbiamo aver sbagliato noi da qualche parte... ma proprio mentre siamo lì sconcertati ci viene in soccorso un'
analisi del mercato del lavoro così precisa, dettagliata e realistica da far apparire Marx e Weber ingenui acquarellisti della domenica:



...le “aziende” (i padroni …) avranno naturale tendenza ad un “usa-e-getta” dei lavoratori. Ovvero quando servono nuove figure professionali, prenderle “vergini” e buttare le vecchie. Chiaramente una collettività equa e giusta non può ammettere questo sfruttamento che pochi fanno a molti, perché i “molti” sono la stessa collettività.





Sul "che fare", diremmo, non è che scarseggi la letteratura, a cui possiamo fin da ora aggiungere

Lo stato quindi da parte sua dovrebbe costruire una rete di formazione per i lavoratori, sia quando questi siano disoccupati o in cerca di prima occupazione sia durante un impiego (a tempo o fisso che sia). E le aziende che continuino ad utilizzare il sistema “usa-e-getta” dovrebbero essere duramente punite










E già pare di vederle tremare.

5 commenti:

  1. anche secondo me le aziende si stanno cagando addosso. tra i mille c'è anche Gianni Cuperlo, uomo d'apparato dopo essere stato ragazzo d'apparato dopo essere stato bimbo d'apparato. Fu al centro di infuocati dibattiti su come si pronunciasse il suo nome. I massimi Cuperlologi affermano lo si debba pronunciare con l'accento sulla u.

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  2. come sulla u ? ma è impronunciabile, tanto valeva metterlo sulla C

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  3. O sulla Q: Qperlo, che fa tanto quantistico, indeterminato.



    (e allora Sircana? Pollari?)

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  4. Poi Sofri, detto anche il figlio di Sofri. Uno che si fa un blog e lo chiama Wittgenstein, roba da pazzi. Di peggio ci sarebbe solo farsi un blog e chiamarlo Dio.

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  5. Dust1: "Ehi, hai visto che nel programma dei Mille c'è anche la 'Obama night'?"

    Dust2: "Sembra un modo per dire: 'notte scura'. Ci andiamo ?"

    Dust1: "Basta che non bevi troppo. Potresti risvegliarti in una 'Clinton dawn' "

    Dust2: "Ma secondo me non ci ammettono nemmeno"

    Dust1: "E perché ?"

    Dust2: "Siamo troppo ilari. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH"

    Dust1: "Torna in te, per favore"

    Dust: "ehm.."

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