domenica 15 giugno 2008

Più che Guinness proponiamo i Darwin Awards

Esponenti leghisti di Milano hanno brindato alla bocciatura del trattato di Lisbona con birra irlandese

guinness drunk (PS: quelli a cui le battute bisogna sempre spiegargliele possono vedere qui)

6 commenti:

  1. Già bruciata su gago, ma quelli non se la meritano, nessuno ci ama come ci amiamo noi e quindi lo ripeto qui cedendo la parola al nostro Russell preferito:



    — Come ha detto Bertrand Russell, “L’unica cosa che riscatta il genere umano è la collaborazione”. E so che adesso faremo nostre queste parole.

    — Non erano su un sotto bicchiere?

    — Sì, della Guinness doppio malto.

    Shaun (Simon Pegg) e Liz (Kate Ashfield) ne L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead, 2004) di Edgar Wright.



    Alt

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  2. Quel titolo mi manca, in compenso, per stare in tema, ho visto "The Darwin Awards".

    Durante la scena del camper con il pilota automatico avevo le lacrime agli occhi

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  3. "The Darwin Awards" lo devo recuperare. "L'alba dei morti dementi" direi che merita. La prima parte, soprattutto: Inghilterra, protagonista un impiegato mediocre con amici mediocri, ragazza mediocre, passatempi mediocri (ridotti a uno: il pub sotto casa, con Guinness e fish & chips). L'immaginario culturale è una sorta di versione british e piuttosto povera di fancazzismo vitellone. Una domenica mattina, dopo la regolare sbornia al pub, da radio e televisione arrivano notizie di una strana epidemia, ma il nostro, intontito da birra e noia, non reagisce e cambia canale, la butta su mtv, telefona alla ragazza, fa concorsi di peti con il coinquilino scoppiato marcio, ciccione ultratrentenne sempre incollato alla Playstation. Poi esce e attraversa a piedi mezza città. Intorno a lui tutti si sono trasformati in zombi, ma lui ne esce miracolosamente illeso e non si accorge assolutamente di niente: zombie o meno, tanto erano tutti già morti. Una parodia piuttosto divertente, piuttosto intelligente, più romeriana di quel che sembri.

    Alt

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  4. Allora vedrò anch'io di recuperare "L'alba dei morti dementi". Quando è uscito l'avevo completamente ignorato, ma in effetti i veri dementi sono i distributori italiani nel dare i titoli (inutile rivangare il clamoroso caso di "Se mi lasci ti cancello"): in linea di principio sono contrario alla tortura, ma per loro farei un'eccezione

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  5. Be', se è per questo c'è la leggenda di quel pazzo che l'estate, mentre nessuno lo controllava, storpiava il cinema francese anni '70: "È simpatico ma gli romperei il muso" per "César et Rosalie", "Non drammatizziamo… è solo questione di corna" per "Domicile conjugal"…

    Alt

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