mercoledì 14 maggio 2008

Graditi ospiti

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La Catena di San Libero n. 3
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14 maggio 2008

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Dialogo sui notabili



- Ma Schifani è mafioso?

- No, che io sappia.

- E' un cittadino modello, tale da onorare una carica come - addirittura - la presidenza del Senato?

- No, non direi.

- E perché?

- Perché anni fa fu socio in affari con dei tizio che dopo si scoprì essere mafiosi.

- E questo che vuol dire? Mica era colpa sua, se quelli diventavano mafiosi!

- No di certo. Ma tutti erano notabili siciliani della stessa mentalità, prima gli affari e i soldi e poi tutto il resto. Gente così forse va bene per farci affari, per farci politica magari, ma non certamente per rappresentare l'Italia - cioè tutti noi - a un livello così alto.

- Questo lo pensi tu.

- Certo: è una mia opinione. Non ti chiedo necessariamente di condividerla. Ti chiedo solo di conoscere i fatti su cui quest'opinione è basata. Poi puoi accettarla o meno. Fra l'altro, visto che io faccio il giornalista, fare conoscere i fatti è proprio il mio mestiere.

- Niente affatto: non devi far conoscere i fatti che possono far fare brutta figura a qualcuno. Se costui è un importante uomo politico puoi danneggiargli la carriera. E se lo fai alla tivvù peggio ancora.

- Non mi sembra molto liberale, questo. Voltaire diceva...

- Che c'entra Voltaire. Io parlo di D'Avanzo, di Violante, della Finocchiaro... dei liberali d'oggigiorno, insomma. Loro la pensano come me. E mica sono Berlusconi!

- No. Sono semplicemente notabili italiani con la stessa mentalità degli altri notabili, come sopra. Può darsi che il problema italiano (come in passato in Sicilia) sia tutto qua. Notabile non mangia notabile, ovvero: tutti i Vip sono fratelli.


6 commenti:

  1. Da quando D'avanzo, Violante e la Finocchiaro sono ritenuti liberali Bobbio e Kant vengono chiamate "LE TROTTOLE".

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  2. In questo clima da " non disturbare il manovratore", viene in mente Flaiano che diceva : "gli italiani sono sempre i primi a correre in soccorso dei vincitori". I giornali saranno pure liberi, ma i giornalisti sono stati catturati. Con poche eccezioni.

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  3. guerra del peloponneso (atene vs sparta).alcibiade, condottiero dell'armata ateniese, veleggia verso la sicilia (e` un caso?) per conquistare siracusa, alleata di sparta. Viene fermato da un'altra pattuglia ateniese, modello vigili urbani: gli notificarono la grave accusa di avere profanato alcune statuette votive ad atene poco prima della partenza e gli intimano l'immediato rientro in atene per subire il giudizio dell'assemblea. Lui accetta e comincia a seguire la pattuglia con la sua nave, ma in una sosta a terra sparisce. Fugge, ma dove? A Sparta! Li` ha infatti vari amici: i notabili ateniesi, anche se in guerra, hanno come amici i notabili spartani. Finisce insomma che alcy spiffera agli spartani i punti deboli ateniesi e praticamente gli spiana la strada per la vittoria.

    Questo per i notabili.

    E per imparare cosa si rischia ad avere a che fare con mastella.



    Alba

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  4. momento: massimo rispetto per Alcibiade, che per lo scherzetto delle erme è un GOD honoris causa

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  5. ma secondo te le aveva solo decapitate o altro?

    ricordo che le erme erano statuette votive MASCHIE e che l'accusa era che erano state menomate. in prima battuta si disse decapitate ma visto che alcibiade era una specie di libertino, ho qualche ragionevole dubbio.

    chissa` perche` mi viene in mente qualcuno che in parlamento mangia mortadella e stappa spumante.





    Alba

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  6. secondo me "decapitate" è la versione scolastica e/o pruriginosa. Le erme erano pietre assai arrazzate (tecnicamente: itifalliche) e quindi mi sa che "mutilate" potrebbe essere il termine politically correct meno reticente

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