martedì 20 maggio 2008

Talismater

Camilla è una deliziosa bambina di due anni che nel momento di andare a letto riesce ad infilarti le palle nel tritacarne con una manfrina di un'ora di richieste di biberon, bisogni corporali e non ben specificate paure di mostri nell’armadio o cose simili.


Questo almeno fino a quando mia moglie non ha detto: “mettila a letto tu”.


Quella sera stessa, dopo neanche dieci minuti, Camilla dormiva


La sera dopo idem


Quella dopo ancora


Alla quarta il cuore di mamma, leggermente corroso dalla gelosia, non ha resistito dal farle chiedere come avessi fatto.


“E’ semplice” le ho risposto “quando tu la metti a letto e Camilla aziona la sua melina, tu urli, strepiti, ti incazzi, ma poi le concedi tutto quello che chiede”. “Io invece faccio esattamente il contrario: non alzo la voce, continuo a dirle di sì, ma poi faccio finta di niente e svicolo. Quando torno dopo qualche minuto lei dorme”


“E solo facendo così funziona?” mi ha chiesto lei


Mi sono limitato ha far spallucce e guardarla con un sorriso enigmatico che in realtà sottintendeva: “funziona perché faccio pratica con te, tesoro”

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