sabato 1 novembre 2008

DeLICIOus (semprevenerabile)

ECCO QUEL CHE SOSTENEVA LICIO GELLI IN UNA CONFERENZA STAMPA ALLA FINE DEGLI ANNI SETTANTA.



PER NON DIMENTICARE.








5 commenti:

  1. Delle due l'una: o l'autore di questo post vive sulla Luna oppure è affetto da gravi turbe psichiche. Perché queste cose Gelli NON LE HA DETTE TRENT'ANNI FA MA L'ALTRO IERI, in una conferenza stampa a Firenze: presentava il programma "Venerabile Italia" (in onda da lunedì su Odeon Tv), di cui lo stesso Gelli sarà protagonista.

    RispondiElimina
  2. Si parva LIC(i)ET..



    Si vuole presentare alle europee...il venereo...

    RispondiElimina
  3. "Le stragi ci sono e ci saranno perché non c'è ordine".



    Se uno, anche novantenne, dice questa frase in mia presenza giuro che mi alzo e lo prendo a ceffoni.



    E non smetto più.

    RispondiElimina
  4. Fermo restando il degrado di questo paese, che fà passare per un portato della democrazia il dare ampio margine di espressione a personaggi che fino a poco tempo fa scontavano la reclusione per reati gravissimi, vorrei fare una riflessione: cori di sdegno si sono levati da certi ambienti del mondo politico, e, come di prassi nel nostro Paese, è iniziata la stagione delle strumentalizzazioni. Come quelle di chia voluto vedere nelle parole dell’ex venerabile un diretto ed esplicito incoraggiamento all’attuale Premier a proseguire nell’attuazione del progetto di “riforma” un tempo teorizzato. Certo, se qualcuno aveva immaginato che, uscendo dal carcere, Gelli avrebbe intonato l’inno dell’”internazionale socialista”, non c’è da stupirsi che sia rimasto deluso. Ma, per la verità, non riesco a spiegarmi come mai parte della sinistra gridi allo scandalo per l’imminente debutto televisivo, quando, (come brillantemente fatto notare qui) in molti casi, tali voci di disapprovazione provengono proprio da coloro che, anni or sono, facevano la fila davanti alla sua porta e a quella di Henry Kissinger per essere ricevuti. A meno di non ritenere che, dietro ad un apparente sdegno, si celi, in realtà, la preoccupazione che, grazie al “megafono” televisivo, Gelli possa “pestare i piedi” a qualcuno, riesumando gli innumerevoli “scheletri“ che ancora oggi affollano l’armadio della prima Repubblica.

    RispondiElimina
  5. Caro anonimo, ti perdono la muffosa dietrologia ma non gli errori: su "fa" non va l'accento e "a voluto vedere" vuole l'acca.

    I link a cazzo di cane li prendo come un intervento dada sul mondo del web e te li passo.

    Lo so che c'è un borrettore ufficiale, ma qui le cozze hanno troppi vibrioni.



    Con osservanza



    RispondiElimina